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Marco Cagnetti è un artista che vive e lavora a Pisa: da circa vent’anni si dedica all’arte. Il suo curriculum artistico in tale lungo periodo si è arricchito di premi di riconoscimento e di numerose critiche da tutta Italia. Ha partecipato a numerose mostre collettive e realizzato personali come quest’ultima intitolata Atmosfere Surreali: 12 opere a tecnica mista esposte nello spazio della Artis Officina Web di Pisa. Lo conosco da molti anni e sono sicura del suo talento artistico, nato molto tempo fa nel settore del restauro di quadri antichi e di sculture e diretto poi nel campo della pittura, amata con passione e dedizione. Ha iniziato la propria indagine pittorica presso gli studi di artisti come Fornaini, Biagi, Possenti e Pratali. Cagnetti, apprendendone l’esperienza, ha disegnato – partendo dalla figura – un’immagine legata al sogno, come si nota osservandone i primi lavori a olio e acrilico. Il pittore in quel periodo rappresentava l’ambiente marino e della natura, abitato dalle sue “creature” e dai suoi simboli che gli trasmettono i sogni e l’inconscio: l’orologio, la torre, la donna. La figura dell’uomo e della donna visti come gli attori in un’era post Adamo ed Eva che si comunicano con le loro lingue biforcute, il loro codice linguistico. La sua pittura era tecnicamente assai minuziosa: il colore brillante dell’olio e dell’acrilico nei cromatismi del blu, del verde e del rosso acceso riprendeva in chiave contemporanea le miniature delle tavole medioevali. Dai paesaggi surrealisti, giunge oggi a composizioni libere sullo stile di Kandinskij, liberandosi dalla piccola pennellata per lanciarsi con la medesima nella fluidità delle campiture di intensa cromia, sfumando la scala dei blu, del verde, del viola, del giallo e del grigio per far respirare maggiormente la ricerca di un nuovo mondo e di nuove creature con cui interagire. Le opere evidenziano una scomposizione rispetto ai precedenti codici simbolico-figurativi che egli adottava. Adesso la visione pittorica si esprime tramite organismi cellulari che racchiudono nuove vite vaganti nello spazio cosmico, accompagnate da piccoli pianeti di un’altra galassia, mondi lontani in cui il pianeta Terra e la Luna giocano un ruolo secondario di sfondo che danno loro un’enorme visibilità mediante il fascio di luce che interseca tutte le opere esposte dall’alto. Questa tecnica crea nel dipinto una magnifica idea luminosa.
Pisa, giugno 2008
Elisabetta Caporali
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